Il nostro metodo: partire dal suolo, lavorare con la biologia
Il suolo non è un supporto, è un organismo vivo
Tutto comincia dal suolo. Non è un supporto inerte su cui appoggiare le piante, ma un organismo vivo da nutrire: rotazioni, cura della sostanza organica, lavorazioni leggere.
Su un terreno argilloso come il nostro a Colignola questa non è una sfumatura, è la differenza tra una pianta che sopravvive e una che dà il meglio. L’argilla trattiene acqua e nutrimento, ma si compatta con facilità: lavorata nel momento sbagliato o troppo in profondità si chiude, e le radici smettono di respirare. Per questo interveniamo poco, e nel momento giusto.
Dove serve, integriamo con substrati naturali selezionati per drenaggio e struttura.
Lavorare con la biologia, non contro
Prima di intervenire dall’esterno, mettiamo la pianta in condizione di difendersi da sola.
Funghi micorrizici. Colonizzano le radici e ne estendono la superficie di assorbimento, dando alla pianta accesso ad acqua e fosforo che da sola non raggiungerebbe.
Funghi e bacilli antagonisti. Occupano lo spazio che altrimenti sarebbe dei patogeni e attivano le difese naturali della pianta prima che il problema si presenti. Non curano: prevengono.
Minerali, in dosi contenute. Restiamo sempre entro i limiti che il regolamento europeo sull’agricoltura biologica fissa per queste sostanze. Non siamo un’azienda certificata biologica e non lo scriviamo: usiamo quei limiti come soglia da non superare, perché è il riferimento più severo che esiste.
Monitorare per intervenire meno
Il monitoraggio costante serve a una cosa sola: sapere se c’è davvero bisogno di intervenire, e in che punto del campo. La differenza tra un trattamento deciso sul calendario e uno deciso sui dati è quasi sempre un trattamento in meno.
Irrigazione di precisione
L’acqua giusta, quando serve, dove serve.
Su un suolo argilloso l’errore più comune è dare troppa acqua: l’argilla la trattiene, il terreno satura e le radici soffrono per eccesso invece che per carenza. L’irrigazione localizzata, regolata sull’umidità reale del suolo e sulla fase della pianta, evita entrambi gli estremi. Si consuma meno acqua e le piante stanno meglio: le due cose vanno insieme, non sono un compromesso.
Prodotti naturali, come una volta, con la tecnologia di oggi.
