Coltivazione protetta: mettere le colture al sicuro prima che serva intervenire
Serre tecnologiche e impianti di protezione mettono le colture più delicate al riparo dagli eventi estremi e ne estendono la stagionalità, senza compromessi sulla qualità.
Reti antigrandine: contro la grandine e contro il sole
Le reti antigrandine, tese sopra i filari, mettono i frutti al riparo dai danni meccanici della grandine. Fanno però anche un secondo lavoro, meno noto e ormai altrettanto importante: schermano parte della radiazione nelle ore centrali della giornata e riducono le scottature sui frutti più esposti.
Con estati che si allungano, è una protezione che serve tutti gli anni, non soltanto quando arriva il temporale.
Reti antinsetto: una barriera fisica al posto di un trattamento
Le reti impediscono l’ingresso degli insetti.
Ai lati, le reti antinsetto a maglia fine chiudono l’impianto e impediscono l’accesso agli insetti dannosi. È il passaggio che cambia di più il modo di lavorare: una barriera fisica riduce drasticamente il bisogno di intervenire, prima ancora che il problema si presenti.
Favoriscono una difesa preventiva.
Chiudere un impianto non risolve tutto, e richiede attenzione al clima interno e alla ventilazione. Ma sposta la difesa dalla reazione alla prevenzione, che è la logica di tutto il nostro metodo.
Serre: clima, acqua e nutrizione sotto controllo
All’interno, clima, irrigazione e nutrizione sono monitorati e regolati con precisione, perché ogni pianta trovi le condizioni migliori per esprimersi. Temperatura, umidità e apporti seguono la fase della coltura, non il calendario.
Il risultato non è forzare una pianta a produrre fuori tempo. È allargare la finestra in cui può dare il meglio: qualche settimana in più all’inizio, qualche settimana in più alla fine, con la stessa qualità nel mezzo.
